Ragazze, si spia
(di Marina Leonardini)

Potrebbero essere la collega di scrivania o l'amica conosciuta in vacanza, signore normalissime che nascondono la loro professione anche ai familiari

C'è chi ha cominciato pedinando il marito e una volta separata ha deciso di farne un mestiere. Alcune si sentono un po' psicologhe e un po' poliziotte. Crocetta, spies zone? In questo palazzo liberty di corso Re Umberto c'è solo l'imbarazzo della scelta: svoltare a sinistra e affidarsi alle cure di muscolosi bodyguard, o lasciarsi conquistare dalla sagoma pacata di Sherlock Holmes - taccuino, lente e pipa inclusa - e imboccare la scala di destra? Se i sensi non dettano legge e scegliete l'opzione numero due, non rimarrete delusi. Alla Holmes Investigation infatti niente detectives disordinati e sfumacchianti. Ad accogliere i clienti Milena Costa e le sue 15 agenti, tutte donne, tutte detective private, tutte insospettabili; Nora, Ornella, Luana, Eleonora, Franca: potrebbero essere le colleghe di scrivania, insegnanti forse, amiche conosciute in vacanza che nascondono la loro vera identità anche ai familiari. Loro, le 007 della Crocetta raccolgono informazioni, fotografano, pedinano, riprendono con la sicurezza di chi ha alle spalle oltre 10 mila casi risolti.
Non troppo distante - e di nuovo corso Re Umberto a fare da palcoscenico - un'altra sede storica dell'investigazione al femminile. All'Airit, il logo delle Charlie's Angel c'è davvero. La titolare, Cristiana Meoni, è figlia d'arte: "Entrambi i miei genitori erano detective e già da piccola giocavo alla Barbie investigatrice, quella che per intenderci pedinava Ken per sapere se aveva delle storie con altre bambole", ride Cristiana.
Alle sue spalle decine di articoli degli anni '70 dedicati ai casi risolti da sua madre Maria Grazia Del Mastro, che siede accanto a lei. "Sono stata la prima donna investigatrice a Torino - dice questa signora dai modi pacati - Ero giovanissima e appassionata e lo dimostra il fatto che da così tanti anni proseguiamo con successo le nostre indagini. Ho passato alle mie figlie questa passione ed è stata Cristiana a dare allo studio un'impronta totalmente al femminile azzeccandoci in pieno".
E sì perché la bionda Cristiana che - come ammette - riceve i clienti ma demanda alle sue agenti i pedinamenti che necessitano di un look meno appariscente, si è circondata di dieci agenti donne di un'età che varia dai 28 ai 40 anni e che come lei condividono la passione per il mistero.
"Da quando ci sono i cellulari il nostro lavoro è di gran lunga aumentato: puoi ritrovare tutte le tracce che vuoi - dice - Gli uomini in questo senso sono un po' ingenui. Normalmente abitudinari lasciano dietro di sé una marea di indizi non appena prendono una sbandata. Niente più telefonino abbandonato per casa ma rigorosamente in tasca e una marea di giustificazioni non richieste accompagnano l'adultero. Chiaro che le signore - già normalmente dotate di maggior sesto senso - siano i nostri principali clienti".
Ma cosa è cambiato rispetto al passato? "Poco a dire il vero - interviene Maria Grazia - è sempre un lavoro in cui è importante essere anche psicologhe e trovare le parole giuste. A volte hai davanti a te persone la cui vita cambierà nel momento in cui sapranno da te la verità è non è mai facile. Abbiamo un grosso potere nel manipolare la vita degli altri".
"E' cambiato il senso del pudore - interviene Cristiana - Una volta per i tradimenti la fascia oraria era quella serale, erano amori clandestini e c'erano le garconnier. Adesso tutto è fatto alla luce del sole e si inizia già al mattino con brioche e cappuccino, in macchina… I clienti chi sono ? per i casi di adulterio la maggioranza è donna, ma è interessante vedere come molti uomini ultimamente ci interpellino: non per seguire le loro mogli però, quanto per pedinare le loro amanti!".
Milena Costa è detective dal 1966. "E' un lavoro che ti appassiona e ti coinvolge al punto che è davvero difficile conciliarlo con la vita privata. Non hai orari, a volte i pedinamenti possono durare anche venti ore!, dice, "Avete presente quando James Bond riceve la telefonata del suo capo nel bel mezzo di una storia appassionante? Ecco succede davvero e quando chiamo, non accetto scuse", scherza la Costa.
"Ho iniziato in un periodo in cui l'ambiente era prettamente maschile e sono davvero contenta, adesso che ho la mia agenzia, di avere tutte collaboratrici donne - dice - Sono più intuitive, appassionate, sono degli agenti affidabili e precisi e riescono ad essere ora psicologhe, ora poliziotte. Credo che il sesto senso sia più sviluppato: è gusto del risultato, è l'entrare nel problema, concentrarsi e lasciarsi conquistare dalla storia".
Sono sempre le corna ad andare per la maggiore? "Quelle ci sono sempre - sorride la Costa - ma sono in aumento i reati legati al patrimonio e abbiamo sempre di più a che fare con i direttori generali della sicurezza delle aziende per servizi antitruffa e antimolestie e antiminacce. Al momento però l'attenzione maggiore è rivolta ai figli per controllare che stiano lontano dalla droga".

I REQUISITI E LE STORIE

Tacchi a spillo, parrucca e sangue freddo

Una brava agente deve saper guidare bene, filmare, fotografare e sviluppare i rullini; deve essere paziente e appassionarsi sempre e comunque alle vicende altrui

IL KIT. Per essere una perfetta 007: finti occhiali da vista, abbigliamento "a strati", sportivo per il pedinamento ma all'occorrenza trasformabile in elegante per la cena e l'abbordaggio - suggerisce Cristiana Meoni - al quale andranno aggiunti anche un paio di tacchi alti, una o due parrucche e molto sangue freddo.
I REQUISITI. Milena Costa traccia un elenco. Pazienza (gli appostamenti possono durare ore). Tenacia e intuito. Essere buone guidatrici, saper fotografare, filmare e sviluppare. Essere curiose ma affidabili e appassionarsi alle storie che si vivono ma senza lasciarsene coinvolgere. Mai esprimere giudizi se non espressamente richiesti dal cliente.
LE STORIE. Elisa, 28 anni: "Faccio l'agente all'Airit da sei anni e penso di aver trovato la mia strada. E' un lavoro che entusiasma perché non è mai routinario: anche la storia in apparenza più banale può nascondere dei colpi di scena. Mi occupo principalmente del settore giovani, e di problemi di droga. Inevitabile per me essere, dopo tanti casi, diffidente sul piano personale. Non fidarsi è comunque una regola. Meglio controllare".
Marina, 39 anni agente da 6: "E' un lavoro intrigante nel senso positivo della parola perché non ti annoi mai e non c'è monotonia. Mi occupo del settore infedeltà e sono, come quasi tutte le mie colleghe, esperta in arti marziali. Non cambierei nulla al mondo anche perché ho la fortuna di staccare completamente nel privato dove vivo e lascio vivere".
Vania, 35 anni da 7 anni investigatrice: "Ho iniziato perché sono stata toccata personalmente e, non a caso, sono separata da 7 anni. Mi ero improvvisata detective, poi ho deciso che poteva essere la mia strada e ho fatto una lunga gavetta per imparare tutte le tecniche. Fare l'agente è una sfida con me stessa anche nei momenti in cui i pedinamenti ridiventano rischiosi e pericolosi. E' come giocare una partita a scacchi: vivi nell'ombra la vita di un'altra persona e cerchi di anticiparne le mosse.

(da La Stampa - Mercoledì 2 ottobre 2002)